Ritornano le attività in presenza del Settore Culturale del Circolo Lavoratori Terni.

Il primo appuntamento è fissato per sabato 5 giugno alle 17 con la presentazione del libro L’Uomo del Bosco, l’ultimo thriller dello scrittore Mirko Zilahy, edito da Longanesi.

Per il CLT si tratta di un grande ritorno: lo scrittore, infatti, negli anni scorsi aveva scelto proprio il Circolo per presentare È così che si uccide, il romanzo con cui ha esordito nel 2016 facendo conoscere ai lettori il personaggio di Enrico Mancini – grande successo di pubblico e critica – a cui sono seguiti La forma del buio (2017) e Così crudele è la fine (2018), tutti pubblicati con Longanesi.

Dopo la cosiddetta Trilogia del Caos, lo scorso 6 maggio è uscito nelle librerie l’ultima fatica letteraria di uno scrittore molto legato a Terni “L’uomo del bosco  – dice Zilahy – è un romanzo sul Mistero in sé e per sé. Sulla necessità inderogabile di continuare a scavare dentro di noi, nel cuore della Terra e tra le ombre degli spazi siderali per fare l’unica cosa che davvero conta: ‘Volgersi senza pregiudizi e in piena sincerità, verso l’oscurità che si approssima e cercare di scoprirne il segreto e ciò che pretende da noi’ (C.G.Jung)”. Sarà proprio l’autore a raccontare la nascita del nuovo romanzo e i suoi nuovi personaggi.
L’incontro di sabato si svolgerà all’aperto presso il bar La Fonderia nel pieno rispetto delle normative anti-covid

Sinossi

Il professor John Glynn, scienziato di fama mondiale, è al lavoro su una speciale sonda geofonica, SismoTime, che ascoltando la voce del nostro pianeta – i movimenti nelle profondità della crosta terrestre – sarà in grado di prevedere ogni tipo di terremoto con grande anticipo salvando milioni di vite umane.

Nel momento in cui presenta la sua invenzione alla stampa, John Glynn è una stella del firmamento accademico, ma nessuno sa che la causa scatenante di quella ascesa straordinaria ha una precisa data di nascita: il 19/04/1990, quando, poco prima dell’alba, suo padre Liam Glynn – il grande eretico delle scienze geologiche degli anni Ottanta – scompare nell’esplosione di una miniera in Belgio insieme alla sua squadra di estrattori. Da quel tragico giorno sono trascorsi trent’anni e per John la memoria di quel tempo si è polverizzata in un oblio nebuloso. Almeno finché la sua famiglia non si trasferisce nella casa che affaccia sulla fiabesca Civita di Bagnoregio, la città che muore.

Da quel momento una serie di eventi straordinari – la scomparsa di una sonda nei boschi di Civita, l’apparizione di un poliziotto con una VHS appartenuta a suo padre, gli sms che riceve da vecchi compagni di scuola e quella voce che abita i suoi incubi, notte dopo notte – sconvolge la vita perfetta del professore. Come se con un gesto magico avesse spalancato un abisso da cui affiorano pezzi di un mosaico spaventoso, John si ritroverà a fare i conti con un passato sepolto sotto gli strati di un peccato originale antico quanto è antico il mondo. Perché nel bosco dell’infanzia si nasconde il segreto più spaventoso. È lì che ci aspetta. Ed è lì che lo ritroveremo.

Mirko Zilahy, nato a Roma nel 1974, ha conseguito un Phd presso il Trinity College di Dublino, dove ha insegnato Lingua e letteratura italiana. Collabora con il Corriere della Sera ed è stato editor per minimum fax, nonché́ traduttore letterario dall’inglese (ha tradotto, tra gli altri, il premio Pulitzer 2014 Il cardellino di Donna Tartt e il celebre bestseller Mystic River di Dennis Lehane). È così che si uccide, il romanzo con cui ha esordito nel 2016, è stato un grande successo di pubblico e critica. Sono seguiti La forma del buio (2017) e Così crudele è la fine (2018) tutti editi da Longanesi.